
(on air, “No Illusion“, 78 Saab)
Il noto Dilemma di Hermes sostiene che per conoscere ciò che non si sa, sia necessario dimenticare ciò che si sa. Nella dimenticanza, la capacità di proporsi al nuovo privi di apriorismi, risiederebbe il segreto per apprendere le cose del mondo in modo completo e profondo. Che si tratti di un’opera d’arte, un’architettura, un cibo nuovo o la persona che ci sta a cuore, l’imperativo categorico dovrebbe essere dimenticare. Purgare se stessi e il proprio passato, posizionarlo in modalità stand-by quel tanto che basta per esserne liberi. Solo così, sostiene il Dilemma, si può approcciare realmente al “nuovo” che ci si propone davanti; processo, questo, che finirebbe addirittura col migliorare la conoscenza di quanto di noi, e del mondo stesso, sapevamo già.
Se non fosse, però, che il Dilemma della dimenticanza propone un vincolo d’improbabilità intrinseco e difficilmente valicabile. Ogni individuo è l’equazione perfetta di ciò che ha visto, ha vissuto… di ciò che ha sentito, sofferto… di ciò che ha letto… e persino di quel che ha mangiato.
Meglio quindi non farsi troppe illusioni sulla dimenticanza. Rubinetti sentimentali otturati, rigidità, occlusioni emotive, incapacità di liberarsi dai filtri e di valutare la realtà al di là dello schema preconfezionato sono tutti limiti pressoché ineludibili; e senza accorgercene, preludi di continui insuccessi e delusioni.
A me è sempre piaciuto, invece, illudermi; credere che possa esistere da qualche parte la mia dimenticanza. Un’occasione di (ri)scovare il mio “mondo” migliore. Crederci… a costo di cadere e sbattere la testa. Ma col passare del tempo è sempre più dura, e illudersi, sempre più difficile e faticoso; come difficile è trovare situazioni e ipotesi che facciano venire voglia di farlo.
Da qualche tempo mi è persino spuntata una piccola protuberanza sul cranio, invisibile, sotto i capelli. È come se una parte di me volesse distaccarsi e andarsene via. Emigrare altrove. Ho sempre amato la mobilità, partire, cambiare luoghi. Possibile che ora voglia addirittura andar via da me stesso?
Bel Dilemma…
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